newsletter netfuturista

mercoledì 2 dicembre 2009

FUTURISMO / NETFUTURISMO: Le Novelle Dalle Labbra Tinte

Cosa insegna la raccolta “le novelle dalle labbra tinte” di Marinetti ad un uomo del XXI secolo, ed in particolare ad un Netfuturista? Se rispondete uno stile incalzante, SBAGLIATE. Se rispondete una lezione morale, RISBAGLIATE. Se rispondete una nuova arte di sedurre, RIRISBAGLIATE. Se rispondete nulla, RIRIRISBAGLIATE.



L'insegnamento di questa raccolta di novelle a sfondo erotico sentimentale, in cui si ritrovano tutte le caratteristiche dello scrivere marinettiano (forte simbolismo, linguaggio quasi barocco, contenuti sempre sconvolgenti e con una fortissima carica, al contempo dissacrante del romantico ed esaltatore dell'animalesco e dell'immorale) non è né nel loro contenuto semantico né nel contenuto stilistico.



La loro forza viene alla luce solo contestualizzandole nel periodo in cui sono state scritte. Anni 20 del 900. Un periodo in cui il romanzo erotico era di grande diffusione. Ma anche, e sopratutto, considerato per nulla artistico.


Ed ecco,dunque, l'insegnamento che dobbiamo saper trarre da questa raccolta: OGNI MEZZO E OGNI STILE E' “ALTO” SE E' ALTO IL MESSAGGIO CHE CONTIENE

mercoledì 28 ottobre 2009

Net-riflessione n°3: Il fronte reazionario anti-internet si coaugola.

Solo nell'ultimo intervento avevo segnalato come la Tv tenti di porsi quale realtà di tutti negando ad internet (che più a diritto lo dovrebbe avere) questo ruolo.

A suggellare le mie affermazioni arriva questa TRASMISSIONE!

Prova lampante del fronte reazionario che si sta coagulando contro il web e contro la sua rivoluzione democratica, che incalza e mette alle strette non solo i VECCHI mezzi comunicativi monodirezionali, ma anche i VECCHI potentati editoriali, i VECCHI “Intellettuali” affermati per rango e fama...

Un fronte importante, unito dalla difesa del privilegio e quindi faziosamente intenzionato a mostrare i pericoli che il NUOVO porta con sé! Ma un fronte votato a fallire: perché dalla parte sbagliata; perché oscurantista e senza idee; perché dalla parte dei “restauratori”, costretti ad essere spazzati via dal fiume in piena del “PROLETARIATO DEI PENSANTI” a cui il web 2.0 ha dato voce!

La prova di Augias e di Antinucci rappresenta il non plus ultra di questa forza. Per questo bastonarli intellettualmente come noi netfuturisti abbiamo voluto fare è profondamente giusto!

E' finito il tempo in cui il web si difende dalla televisione. E' iniziato quello in cui il web DISTRUGGE la televisione!

domenica 4 ottobre 2009

Net Riflessione N°2: Internet, tv, realtà

L'immagine che si continua a dare del web è quella di un mondo immateriale, lontano dalla realtà quotidiana (con cui interagirebbe poco) e vincolato da una serie di convenzioni e di modi di fare “strani” che lo renderebbero un sistema chiuso ai soli che già lo conoscono: insomma uno spicchio di società, poco conosciuta, che incuriosisce e che è fortemente minoritario.


Parliamo di vulgata comune ovviamente. Ma e' quella che nel nostro sistema fa la maggioranza e quindi, di conseguenza, la DIFFERENZA!

E non dovrei certo stare a ribadire che su internet ormai si trovi chiunque, nella forma più disparata: Si vada dal social network al blog, dalle piccole attività alle grandi...insomma ci siamo proprio tutti ed ognuno in modo attivo!


E qui sta il paradosso. Mentre internet viene visto come un mondo lontano, la televisione - mondo EFFETIVAMENTE lontano con il suo circus inaccessibile, il suo controllo dall'alto, la sua monodirezionalità – viene vista non solo come reale, ma addirittura viene fatta assurgere al ruolo di dispensatrice della verità!


Tale situazione non è più accettabile. Per questo è sempre più l'ora del NET.FUTURISMO!

martedì 15 settembre 2009

Antidepressivo n°2: "io non mi incazzo.. ma se mi incazzo.."

Esempio 1: “Le cose vanno male, non sono come dico io, ma solo perché non mi arrabbio”.


Esempio 2: “Lui può farmi questo, darmi questa fregatura ma il giorno che io mi impunterò saranno affari suoi”


Esempio 3: “Si li è un macello, ma perché a me non va di mettermici di impegno..:”



E così,

cullando la prospettiva che se si vuole si può rovesciare tutto,

Anche il più grande sopruso può esser tollerato

mercoledì 2 settembre 2009

Vita Creativa. Pronto? Sivoga! 3 settembre EUR - Parco Rosati

Ad un mese dallo strepitoso lancio di una nuova forma di conferenza (i Bisticci RicreAt(t)ivi), il Netfuturismo torna in azione, lanciando una nuova sfida al conformismo ed alla ripetitività imperanti. Obiettivo: la MODA!


Nella rincorsa di una Creatività totale, che si esplichi in tutti gli ambiti della vita dell'uomo, infatti, la moda risulta un settore cruciale: quello che meglio di ogni altro coniuga quotidianità, significare sociale e creatività!


Per questo noi Netfuturisti abbiamo considerato doveroso e naturale dover impegnare le nostre forze in questo campo. E da questo impegno abbiamo, grazie alla collaborazione fondamentale di Forza Giovane (azienda con esperienza decennale nel settore) potuto lanciare un nuovo marchio:


SIVOGA!


Il marchio si fonda sulle intuizioni del nostro manifesto dell'Anticravatta, contemporaneamente accusa della vecchia moda formale ed invito alla reinterpretazione creativa! I capi e gli accessori di Sivoga infatti sono tutti tesi a dimostrare gli infiniti modi che la “forma” cravatta può assumere....



Domani, 3 settembre, dalle 21 in poi al Parco Rosati (via delle Tre Fontane, EUR- ROMA), SIVOGA mostrerà per la prima volta i risultati del suo lavoro, accompagnati dalle magie musicali dei musicisti di LE BORG, e le provocazioni della compagnia Atuttotondo!!!

lunedì 24 agosto 2009

Vita Creativa. Bisticci RicreAt(t)ivi, 30 luglio Forlì



Quando organizzi qualcosa di nuovo, devi sempre riflettere sul risultato che ottieni. Ma non sempre hai a disposizione un metro di giudizio univoco, capace di farti capire al volo se sei andato bene e se hai fatto le cose giuste: e ciò sopratutto a caldo, quando ancora l'emozioni, l'adrenalina della serata non sono scese.



Per me e per noi Netfuturisti avere un metro di giudizio per i nostri primi Bisticci Ricreat(t)ivi, svoltisi a Forlì, era impossibile:

Totalmente nuovi, totalmente travolgenti nel loro svolgimento, totalmente imprevedibili e variabili per l'incognita interlocutori (chiunque infatti ha diritto di entrare in bisticcio modificando la direzione della discussione), essi risultano sfuggenti a facili giudizi.



Così, per tirare fuori il vero significato della serata devi andare a fare un analisi più profonda, considerare i mille aspetti, le sfaccettature che ogni partecipante viene a comunicarti.



E allora interroghi la faccia spaesata di chi tutto si aspettava tranne di essere chiamato in causa (MA E' TROPPO POCO, PER GIUSTIFICARE GLI SFORZI);

poi quella impaurita di chi, resosi conto di essere inesperto, diventa aggressivo ruba la parola all'altro nel tentativo di difendere chissà quale rispettabilità sociale (E QUI GIA CI LEGGI CHE QUALCOSA DI NUOVO ARRIVA, MA E ANCORA TROPPO POCO);

in terza battuta arrivi alle facce che comprendono e che, terrorizzate dalle nuove domande che le novità dei bisticci impongono, si ritirano e si appiattiscono nel luogo comune (ED ORA SEI GIA OLTRE IL LIMITE, HAI COSTRETTO L'INDIVIDUO A FARSI DOMANDE);

ed infine (ED E ORA CHE COMPRENDI DI AVER TRIONFATO) arriva la faccia più bella, quella che mostra frenesia di intervenire, accetta il tuo gioco avanzato e contrattacca lasciando le verità degli altri e mettendo in campo le sue!!!



E il risultato diventa esplicito ed ufficiale: I BISTICCI RICREAT(T)IVI FUNZIONANO! Erano iniziati con due, quattro,sei creativi, e alla fine sono diventati OTTO, NOVE, DIECI....

giovedì 2 luglio 2009

Vita Creativa. Da una ricerca su google

Circa quattro anni fa i miei interessi e la mia curiosità mi fecero cliccare su google: “neofuturismo”...


… oggi sono a mettere in pratica idee in qualcosa che mai e poi mai avrei creduto di poter avere parola in capitolo: la moda!


martedì 23 giugno 2009

consiglio disinteressato n°4: Digitale terrestre

Invece di spendere i TUOI 30 EURO per accedere al digitale terrestre (che diventano 60 nel caso tu voglia far valere il tuo sacro diritto a COMPRARE canali) prova a cliccare qua, qua o qua!


Ancora indeciso?


giovedì 18 giugno 2009

Caso Antropologico n°1: Il commerciante Romano

Il commerciante romano ha una caratteristica peculiare, molto apprezzata da tutti i clienti, che vi si recano apposta, anche percorrendo molti chilometri: la MALEDUCAZIONE!


Una peculiarità che viene strenuamente conservata, una tradizione a cui il cliente romano non vuole certo rinunciare!


Le spiegazioni a questo controverso comportamento, opposto a quello di tutti i venditori mondiali, ha incuriosito e fatto riflettere migliaia e migliaia di esperti e di consumatori.


La tesi che va per la maggiore tra gli specialisti del caso è quella economicistica. Essa afferma che a causa del grande bacino d'utenza di cui possono disporre i commercianti romani, essi, potendo fare a meno di una clientela abituale, non sono chiamati ad offrire educazione.


Ma basta una minima perlustrazione sul territorio per comprendere l'infondatezza di tale tesi. Come è infatti facilmente constatabile sono proprio i posti in cui tale pratica è più diffusa e abbarbicata a riscuotere il massimo numero di clientela fissa!


Esclusa quindi la causa economica, alcuni appassionati al caso (IO), sono venuti ad individuare una causa socio-storica:


IL TERRORE DEL SERVILISMO!


In una città mantenuta da, e da sempre piena di, POTENTI, il commerciante romano ha sempre avuto il timore di sembrare servile, di poter apparire un'uomo di poco valore facilmente calpestabile. Per evitare questo egli si sarebbe abituato a trattare malamente i clienti, 'sì da riaffermare la sua posizione sociale.


sabato 13 giugno 2009

Net-riflessione. Il Partito dei pirati, il netfuturismo e il virtuale nel reale

Che le elezioni europee non brillino per passione lo sapevamo. Che le facce che girano intorno al mondo della politica non siano sempre rassicuranti, altrettanto. Infine, che per essere uno “votabile” devi andare in tv almeno una volta alla settimana lo sospettavamo e ci è stato confermato.

Tuttavia non ci può non far piacere che tra gli scranni dei “nati vecchi” eurodeputati approdi un punticino nero, nuovo nuovo, come il Partito dei Pirati svedesi.

E questo non tanto perché esso si fa portabandiera di uno dei valori che NETFUTURISMO da sempre afferma (la libertà di circolazione delle idee e l'abbattimento del copyright), ma per il suo essere la dimostrazione più tangibile e concreta che REALTA' E VIRTUALE NON POSSONO CHE COINCIDERE!

Ossia proprio ciò a cui ogni azione creativa netfuturista è tesa: SVELARE E METTERE IN RISALTO LA CONCRETEZZA DELLA RETE

martedì 9 giugno 2009

Consiglio disinteressato n°3: Un esame al giorno

L'esame (di qualsiasi tipo esso sia scolastico, sportivo, emotivo ecc) è un momento di sforzo massimo, accompagnato il più delle volte da paura e timore:


due FRENI PSICOLOGICI che non ci permettono di ottenere il massimo nelle nostre performance!


l'unico modo per toglierceli di mezzo è abbatterne l'efficacia con un CONTINUO e REGOLARE stimolo all'operare che ne consumi l'efficacia!

mercoledì 3 giugno 2009

Uomo Nuovo. Uomo Antisociale

L'ultima stazione della salita: L'UOMO ANTI-SOCIALE

Ultima estrema frontiera della ragione,

Redenzione apocalittica dal più basilare e forte istinto animale:



L'APPARTENENZA

giovedì 28 maggio 2009

Passatempo n°4: Traguardi

La fatica di raggiungere una laurea, un dottorato una cattedra o semplicemente la fatica di farsi una cultura e un opinione razionale


resta un passatempo inutile,


se non si è neanche in grado di capire che


CHI TI HA DAVANTI LA PUO' PENSARE DIVERSAMENTE DA TE

lunedì 25 maggio 2009

Consiglio disinteressato n°2: Il ricordo dei morti

Non è porgendo fiori che il vostro caro scomparso continuerà ad essere. E non continuerà ad esserci neanche immaginandolo in un bel paradiso. E non lo sarà neanche per una messa di commemorazione tre, cinque o dodici mesi dopo!


Lo sarà soltanto se voi lo renderete vivo nel mondo dei vivi. Lo sarà soltanto se sarà ancora capace di modificare qualcosa; di muovere le coscienze di chi vive.


Legate la vostra riconoscenza per lui ad un obbiettivo della vostra vita. Ed ogni volta che il rispetto per lui vi costringerà ad un sforzo ulteriore,

lui avrà fatto qualcosa.


E quando qualcuno fa, è difficile che sia morto!

venerdì 22 maggio 2009

Passatempo n°3: chi è artista e chi no

Non perdete tempo a disquisire su cosa possa essere definito artistico.

Non fate inutili liste di categorie prestabilite, ingessate irreali.

(Attori, pittori, musici, fumettisti: SI) (Presentatori, cantanti pop, Scultori: NO)

Non c'è n'è bisogno. Perderete il vostro tempo.


L'unica divisione accettabile, oramai, in ogni campo,

è tra CREATIVO e

RIPETITIVO

domenica 17 maggio 2009

Vita creativa. Illuminante

Metropolitana A di Roma. 18 maggio 2009. Un ragazzo che mi siede affianco mi chiede di tradurgli un messaggio in Italiano. Io gli dico se parla inglese. Lui mi dice che non sa leggere in italiano ma lo parla (esiste l'analfabetismo in Italia). E' cordiale, trasmette serenità e soddisfazione. La mia curiosità non mi può non indurre a chiedere, a domandare, a farmi dare la sua testimonianza di straniero in Italia.


20 anni, egiziano, lavora in un Kebab al Quadraro, ha una ragazza a Battistini (italiana di origini egiziane), è nato a Sharm El Sheik, da tre anni è qua ed è arrivato clandestino. Maglietta rosa, coatta, altrettanto cappello, pantaloni e scarpe.


Mi mostra come un traguardo il suo telefono, la carta di credito, la patente in italiano, il suo ipod, con musica egiziana che mi invita ad ascoltare. Mi dice con vanto che i soldi che guadagna qua in un anno gli permetteranno di fare due mesi in Egitto a pancia all'aria. E' soddisfatto, è carico di sogni, è orgoglioso di sé.


Fermata repubblica, saluto, auguro buona fortuna e scendo.


Ragiono. Ragiono e comprendo.


Comprendo quello che 32 ore di MACROECONOMIA e 36 di STORIA ECONOMICA non mi erano mai riusciti a spiegare. E quello che a tutti i critici era sfuggito più di ogni altra cosa:


IL SISTEMA ECONOMICO OCCIDENTALE E' IL SOGNO DI CHI E' POVERO. E' il sogno degli ultimi che con il lavoro, con la fatica, possono comprarsi uno status sociale migliore (= telefono, i-pod, carta di credito, patente). E' il sogno di chi vede ricompensati i suoi sforzi. E' il sogno di chi può guardarsi indietro con orgoglio e cullarsi con i comfort che ha guadagnato.



Poco più di 5 minuti di metropolitana.....

mercoledì 13 maggio 2009

passatempo n°2: fascismo / antifascismo

Dividersi in fazioni, credersi in guerra

affidarsi alla sempre utile figura del nemico per creare aggregazione,



Diventare guardie della rivoluzione, templari di sacri valori,

SORPASSATI e SGONFIATI, VUOTI e LONTANI,

INUTILI come ogni vostro tentativo d'interpretarvi la realtà



...Questo il gioco a cui da anni continuate a giocare

sabato 9 maggio 2009

FUTURISMO / NETFUTURISMO: partito politico

Il 18 febbraio 1918 Marinetti pubblica il manifesto del partito futurista italiano sull' “Italia futurista” nelle cui battute finali scriveva :

Il partito politico futurista che noi fondiamo oggi, e che organizzeremo dopo la guerra, sarà nettamente distinto dal movimento artistico futurista. Questo continuerà nella sua opera di svecchiamento e rafforzamento del genio creatore italiano. Il movimento artistico futurista, avanguardia della sensibilità artistica italiana, è necessariamente sempre in anticipo sulla lenta sensibilità del popolo. [...] Il partito politico futurista invece intuisce i bisogni presenti di tutta la razza nel suo igienico slancio rivoluzionario. [...]”


100 anni fa, quindi, il compito di svecchiamento della società, iniziato e portato avanti dal FUTURISMO, non permetteva ancora di esprimere un messaggio creativo capace di parlare alle masse. Nel suo compito rivoluzionario totale, il FUTURISMO sentì l'esigenza di creare un PARTITO FUTURISTA, capace di raccogliere quanti, per limiti di alfabetizzazione e acculturamento, non erano in grado di decodificarne i messaggi più elevati e più avanguardistici.


Oggi, quei limiti sono affievoliti. Oggi il NETFUTURISMO può teorizzare e mettere in pratica un avanguardia di massa tesa alla presa di coscienza in ogni individuo della propria CREATIVITA', della propria CENTRALITA', della propria NECESSARIA PARTECIPAZIONE, della propria INALIENABILITA'

Oggi, quindi, il NETFUTURISMO, tramite le sue opere e le sue azioni creative (BLOG-NET, CINF, ANTICONFERENZA, GSPPN, MONOMO) può racchiudere NEL movimento artistico (“nella sua opera di svecchiamento e rafforzamento del genio creatore italiano”) il partito politico (“i bisogni presenti di tutta la razza nel suo igienico slancio rivoluzionario”).

mercoledì 6 maggio 2009

consiglio disinteressato n°1: meglio la play...

Se proprio dovete piazzare un figlio davanti ad uno schermo televisivo, per liberarvene momentaneamente,


NON LASCIATELO DI FRONTE AL TG RAGAZZI


Non lasciatelo lì a sentirsi dire con parole idiote come il mondo è bello e come il mondo dei grandi funziona...


Non lasciatelo nemmeno di fronte a cartoni animati, che gli passano i loro valori, nascosti in pillole subliminali.


MA PIAZZATELO DI FRONTE AD UNA BELLA CONSOLE GIOCABILE,

A SCOPRIRE LA CENTRALITA' E LA CONSEQUENZIALITA' DELLE SUE AZIONI!


domenica 3 maggio 2009

Ammortizzatore sociale n°2: il solidarismo



Dona 1 euro e non ci pensare più. E se proprio sei buonissimo donane ben due!


Un gesto che ci libera dall'opprimente accusa di essere egoisti.

Fatto quel gesto poi, ogni ottemperanza del nostro “sano egoismo” può essere assecondata


Per ulteriori approfondimenti: http:\\scrittidigetto.blogspot.com\

giovedì 30 aprile 2009

Riflessione sulla mercificazione n°2. Invettiva

Ma come vi è venuto in mente? Come vi è venuto in mente che questa potesse essere la soluzione? E' proprio vero, è proprio vero che a volte il tappo è peggiore del buco! Ne siete stati l'esempio!


Cioè, voi pensavate veramente, che la libertà finanziaria sarebbe bastata? Voi veramente credevate che liberando l'artista dal giogo di un committente e buttandolo nel “mercato” l'arte fosse stata redenta?!


Se non l'avete fatto in mala fede, siete comunque condannati a pena simile all'inferno ( è un peccato che noi non crediamo nella giustizia divina)!


Ma io dico quale barlume di ragione non riuscirebbe a vedere che è meglio un padrone obbiettivo e saggio, di centomila padroni che se son senza volto son pure senza testa!


Ed eccoci qua al risultato:


Artisti schiavi del dover vendere. Chiusi nella ripetitività propria del lavoro, svuotati di ogni critica, di ogni pudore.


E come in ogni mercato, è il SAPER vendere la base di ogni affermazione!

sabato 25 aprile 2009

Antidepressivo n°1: Lui è un genio



Lui NON ce l'ha fatta perché ha provato fino alla morte, perché si è impegnato fino a consumarsi la salute, lui NON ce l'ha fatta perché è stato EDUCATO a far quello. No.


Lui ce l'ha fatta perché è un genio, perché fin dal principio era stato superiore; lui ce l'ha fatta perché un eccezione, perché un FENOMENO, perché di un altra razza...


….Narcotizzato ogni rimorso per non aver fatto di più!

lunedì 20 aprile 2009

Ammortizzatore sociale n°1: il clientelissmo

Il sistema clientelare è l'ammortizzatore sociale più usato in democrazia.


Voi direte: come fa un sistema che premia soltanto uno ad avvalersi dell'impegnativo appellativo di “sociale”?


Ma semplice! Egli non accontenta solo uno! Egli accontenta tutti tranne che uno!


Con il sacrificio del singolo (il più bravo, che meritava di vincere il concorso) si ottiene il benessere di tutti: il DISPENSATORE di raccomandazione, che ottiene un credito di riconoscenza, il RACCOMANDATO, che ottiene un posto che non gli spetta, e SOPRATUTTO i PERDENTI!!! Si proprio i perdenti!

Come farebbero, infatti, ad accettare una sconfitta giusta, la dimostrazione di una PLATEALE SCIENTIFICA INFERIORITA', senza poter ricorrere alla giustificazione del “concorso truccato”?! Sarebbe una tragedia....




...Sogno il giorno in cui i concorsi saranno la prima causa di morte in Italia

venerdì 17 aprile 2009

Passatempo n°1

E' soltanto quando hai un obiettivo,

fisso,

inamovibile,

Che puoi comprendere come l'azione per l'azione sia un inutile PASSATEMPO!

Tutto sta nel "SIGNIFICARE" alla base di ogni gesto.

martedì 14 aprile 2009

Uomo Nuovo. Rivolta interiore

Prendere alla gola l'animale-uomo,

soffocarlo, palpando tra le dita il venir meno del suo vigore

Fino a lasciare libera espressione alla ragione!

martedì 31 marzo 2009

Gener-Azione Digitale vs generazione analogica

lunedì 23 marzo 2009

Mercificazione dell'arte: riflessione n°1

Testo n° 1

Giulio è nato strano, poi passato militare, divenendo normale tornò un civile, si inventerà poeta, scrivendo prose in rima sull'amore per una bambina mai vista prima e mai riconosciuta dopo, rime baciate dal sole, come in un bel pomeriggio d'estate, come in una notte scura e in una città piovosa. Giulio comprò una macchina usata, ha passato del tempo a guardarla, convinto che fosse la macchina più bella del mondo, una novità assoluta, una rivoluzione copernicana della sua vita, di cui dismise l'antropocentrismo. Ha approfittato, poi, dell'occasione che gli si presenterà di investire in fondi pensione cinesi, rinunciando alla sua.


Testo n° 2

Per molto tempo si è invocata la libertà dell'artista nella sua creazione. Tutto giusto. Molti hanno definito artigiani gli artisti del rinascimento perché lavoravano su commissione. Ed anch'io dico che è giusto. E non è infatti l'analisi del problema, la necessità di libertà nel fare dell'artista, che voglio mettere in discussione. Ma la soluzione, ipocrita, con cui si è risolto il problema: la sottomissione al mercato, che per il solo fatto di essere un committente senza volto, lascia l'illusione di una maggiore libertà. Ma quale se poi il pittore sarà costretto ad accontentare i gusti, più retrogradi, dell'acquirente “medio”?


Prendete questi due testi. Il primo è una serie di frasi sconnesse, sgrammaticate senza un senso logico. Il secondo una riflessione sul mercato dell'arte.

Se dovessimo dargli un prezzo in base al valore, tutti daremo al secondo un prezzo maggiore del primo. Tutti tutti?

Beh no! I galleristi no!


Poniamo infatti che i due testi siano due quadri in vendita ad una mostra-mercato. Bene, per i galleristi essi, avendo stesso autore e stessa dimensione, avranno anche lo stesso prezzo-valore! Come è possibile? Semplicissimo. Con una piccola delega alla matematica! Si moltiplicano le DIMENSIONI del quadro per il COEFFICENTE dell'autore (un feedback che cresce con l'aumentare delle mostre a cui si partecipa) ed il gioco è fatto: si ottiene il prezzo “oggettivo”.

Unicità dell'opera? Valore del messaggio? Qualità tecnica?

...Cose da idealisti...

lunedì 16 febbraio 2009

DOBBIAMO UCCIDERE IL FUTURISMO!

MANIFESTO NET.FUTURISTA
[vibrante intoccabile fanatico igienico lucido spietato]


Siamo infine arrivati alla resa dei conti. E sarà una durissima resa dei conti.

È necessario affermarlo subito con estrema chiarezza: noi non saremmo mai voluti arrivare a questo punto, non avremmo mai voluto scrivere queste parole. Ma è stata passata ampiamente la misura e per questo siamo costretti a reagire con energica determinazione.

Mi rivolgo a voi, passatisti e presentisti dell’ultim’ora!

La vostra invadenza e la vostra stucchevole pedanteria ci hanno provocato troppo a lungo e troppo stupidamente. Lo spirito antiquariale e insistentemente celebrativo del nostro Paese costringe oggi noi net.futuristi, futuristi del XXI secolo, a scrivere questa pagina arroventata

CONTRO IL FUTURISMO

Sì. Noi abbiamo amato entusiasticamente il Futurismo e i capolavori futuristi. Li abbiamo letti osservati studiati sviscerati compresi ammirati adorati. Ma ora dobbiamo buttarli una volta per tutte nel secchio. Dobbiamo portare a termine necessariamente l’uccisione dei nostri padri. È un’operazione igienica. E ormai improrogabile.

Abbiamo già aggiornato e ampiamente superato le maggiori intuizioni futuriste del secolo scorso, nelle arti visuali, sonore e performative. Non è questo il punto. Si tratta invece di compiere oggi un atto simbolico ma determinatissimo in occasione delle ormai famigerate Celebrazioni Per Il Centenario Della Pubblicazione Del Primo Manifesto Futurista. Noi sentiamo puzzo di marcio in queste celebrazioni, puzzo di cadavere. Puzzo di passatismo. Puzzo di presentismo. Puzzo di accademismo affarismo professoralismo becero utilitarismo. E sentiamo anche un disgustoso puzzo di cialtroneria mediatica. Ed è per questo che noi dobbiamo dare ossigeno all’ambiente conducendo un’operazione igienica: eliminare il puzzo futurista senza fare sconti a nessuno.

Coraggio, amici net.futuristi. Occorre avere questo coraggio. Questo igienico coraggio.

Nel primo manifesto futurista Filippo Tommaso Marinetti, esattamente un secolo fa, scriveva:

«Quando avremo quarant'anni, altri uomini più giovani e più validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo! Verranno contro di noi, i nostri successori; verranno di lontano, da ogni parte, danzando su la cadenza alata dei loro primi canti, protendendo dita adunche di predatori, e fiutando caninamente, alle porte delle accademie, il buon odore delle nostre menti in putrefazione, già promesse alle catacombe delle biblioteche. […] Essi tumultueranno intorno a noi, ansando per angoscia e per dispetto, e tutti, esasperati dal nostro superbo, instancabile ardire, si avventeranno per ucciderci, spinti da un odio tanto più implacabile in quanto che i loro cuori saranno ebbri di amore e di ammirazione per noi».

Ecco. Ce l’ha detto il nostro grande padre. Ce l’ha detto Marinetti di uccidere il Futurismo. Non tradiamolo! Come i futuristi invitarono ad uccidere il chiaro di luna e tutta la letteratura precedente (compresi i padri simbolisti), così noi oggi dobbiamo uccidere i poemi bellici paroliberi, dobbiamo uccidere il dinamismo plastico e l’aeropittura, il tattilismo e l’aeropoesia.

Celebrare. Celebrare. Celebrare. Che cosa volete ancora celebrare? i cavalli di Boccioni? le compenetrazioni di Balla? gli aerei di Crali? i gilet di Depero? le ceramiche di Albissola? Ancora?

Sono stati geniali, lo sappiamo! Ma nel secolo scorso! Viviamo nel terzo millennio. Ed è ora di fare chiarezza una volta per tutte. La nostra sensibilità trasformata per mezzo della rivoluzione neotecnologica ci impone di eliminare ogni residuo di patetico manierismo futurista. Bisogna buttare - definitivamente e orgogliosamente - il vecchio Futurismo nel secchio.

Guardiamoci dentro spietatamente. Se il Futurismo è ancora in noi, dovremo uccidere una parte di noi stessi. Anche questa nostra prosa enfatica ormai ci disgusta e ci fa ricordare qualcosa che dobbiamo necessariamente uccidere. Cancelleremo anche questa! Tenete quindi a mente ciò che state leggendo ma dimenticate e cancellate il modo in cui ci siamo espressi! Coraggio, amici net.futuristi. Non abbiate timore. Abbiamo già ucciso avversari accanitissimi. Resta da evitare il rischio più insidioso per noi. Non avremo compiuto nulla fino a quando non ci saremo liberati degli scheletri di famiglia! Noi oggi abbiamo il compito di immensificare il Futurismo del XX secolo, e per fare questo bisogna ucciderlo una volta per tutte!

Anche noi net.futuristi saremo buttati via tra qualche decennio. È naturale ed igienico che sia così! Noi non ci opponiamo a questo naturale e salutare processo evolutivo!

Anzi!

Noi lo desideriamo!


www.netfuturismo.it
* pubblicato in Ad Futurum POST - Anno 1 n. 1 in occasione del centenario del 20 febbraio 2009

venerdì 9 gennaio 2009

Ha ancora senso il ruolo del giornalista nell'era Blog?

Nell'intervento “assenza di autorialità e conseguente capacità critica nel web” ho illustrato in breve i cambiamenti che l'utilizzo del web 2.0 sta producendo sul modo di ricevere e fare informazione. Cambiamenti importanti che agiscono e riguardano in primis il giornalismo, che viene posto di fronte ad una domanda piuttosto tagliente ed esistenziale: “Ha ancora un senso il ruolo del giornalista nell'era dei blog?”

Iniziamo le nostre considerazioni dividendo il giornalismo in due branche: giornalismo d'opinione, che dà un giudizio sui fatti, e giornalismo di cronaca (tra cui quello d'inchiesta), che racconta i fatti. Mentre il primo è facilmente intuibile che è e sarà uno dei bersagli maggiormente colpiti dalla rivoluzione blog, che ne porterà ad un forte ridimensionamento (ma non ad un annientamento) il secondo ha un destino probabilmente più roseo, a patto che si rimodelli e si adatti al nuovo contesto. I blog infatti fanno le opinioni, e le opinioni si formano sui fatti. Maggiore è la conoscenza di questi fatti, maggiore è la capacità di formarsi un opinione razionale su di essi. E quindi arriviamo al punto: per avere una buona informazione sui fatti non si può prescindere da un buon giornalismo di cronaca. Il blogger infatti ha bisogno di qualcuno che gli metta sul piatto i fatti in maniera da lui consultabile, qualcuno che gli porti voci e fonti difficilmente ritrovabili, che riassuma e pulisca le notizie rimuovendovi lo spam che vi è intorno ecc. L'esempio più semplice che possiamo fare lo abbiamo prendendo come riferimento l'informazione riguardo gli stati esteri, magari anche poco digitalizzati. Senza giornalisti di cronaca che ci informino su quello che succede ogni nostra opinione rimarrebbe una pura supposizione senza fondatezza!

Abbiamo così dimostrato come ci sia ancora bisogno di un giornalismo di cronaca e di inchiesta per avere un buon livello di critica d'opinione (dell'importanza di questa abbiamo già parlato nei post precedenti). In apertura, però, abbiamo sottolineato come tale forma di giornalismo possa essere veramente d'aiuto alla crescita della società ed alla sua demassificazione soltanto se si rimodelli e si adatti alle nuove situazioni. Soltanto, insomma, se diventerà altro da quello che è adesso. Il giornalismo di cronaca infatti, specialmente in Italia, si è ammalato di relativismo (nel senso puramente negativo di assenza di criteri di giudizio) tanto da arrivare a narrare non gli eventi in sé, ma il modo con cui i vari protagonisti (tutti autoriali) interpretano e giudicano gli eventi. La cronaca oggi è stata ridotta a narrazione delle varie opinioni “che contano” tralasciando una vera cronaca sui fatti! Quello di oggi è, in conclusione, un giornalismo ridotto a mezzo di ripetizione e di amplificazione di “alcuni”, totalmente snaturato della sua natura cronachistica e per questo necessitante di un profondo rinnovamento, per tornare a svolgere un ruolo positivo nella società.

giovedì 11 dicembre 2008

Il linguaggio delle chat

Il linguaggio della chat presenta delle peculiarità estremamente interessanti, che si rivelano solo con un utilizzo approfondito. Infatti, come tutti sappiamo, e come tutti possiamo vedere, la chat si basa su un linguaggio scritto. Andando ad analizzare più approfonditamente un dialogo in chat, però, ci rendiamo conto di come le convenzioni utilizzate non siano quelle proprie del normale testo scritto, ma semmai quelle del linguaggio orale. Come mai?

Partiamo facendo un brevissimo sintetico riassunto delle differenze che intercorrono tra un linguaggio orale e uno scritto.

Linguaggio orale. nel linguaggio orale il dato fondamentale è, ovviamente, l'utilizzo dello strumento voce. Un mezzo che non solo permette di spedire messaggi decodificabili dal ricevente (le parole) ma che permette di allegarvi delle note che ne chiariscono il significato, come il tono e il volume. Se poi il linguaggio orale avviene tra persone che si possono anche vedere, si inserisce un altro mezzo di comunicazione che è la gestualità del corpo. La parola è quindi supportata, nel trasporto del messaggio, da altri agenti chiarificatori. Possiamo quindi definire caldo e diretto il linguaggio orale.

Linguaggio scritto. Il linguaggio scritto, per trasportare il suo messaggio, si limita ad utilizzare soltanto la parola. E' quindi un mezzo che deve inevitabilmente comprimere il contenuto per poterlo trasportare. Ciò comporta una dilatazione e ingrandimento della mole di parole necessarie alla decodifica del messaggio. Una mole più grande significa un maggior tempo di lettura.

Il linguaggio che utilizziamo in chat è un ibrido tra queste due forme. Infatti seppur noi comunichiamo tramite scrittura lo facciamo riportando semplicemente le parole che utilizzeremo per una discussione orale. Il risultato? Una facile incomprensione! O, sopratutto, se si chatta con persone sconosciute, una difficile comunicatività! La spiegazione è ovvia: noi utilizziamo un linguaggio monco, in quanto è il linguaggio orale senza “gli altri agenti chiarificatori." Potremo paragonare il linguaggio della chat ad un film a cui viene tolto l'audio.


La conclusione che possiamo dedurne è che anche la chat deve essere utilizzata criticamente. Se la utilizzassimo per sostituire le comunicazioni che potrebbero essere effettuate con mezzi più potenti infatti, essa da mezzo di immensificazione delle capacità comunicative diventerebbe subito un freno ed un rallentamento!

giovedì 6 novembre 2008

Assenza di autorialità e conseguente capacità critica nel web

Tra le tante riflessioni che possiamo fare su internet, quella che più di tutti, credo, sia importante, riguarda senz’altro la “distruzione di autorialità”. Cosa significa nel pratico? Che nel world wide web la pagina su Marinetti di un bambino di 12 anni ha lo stesso valore di quella del più grande biografo marinettiano. Ossia vi è un appiattimento qualitativo delle fonti. Ma anche temporale. Nel web pagine dei primi anni 90 e di ieri sono sullo stesso piano. Ciò ha un primo e fondamentale aspetto positivo nella creazione di una vera uguaglianza di opinione, al di là della posizione sociale che si occupa. Il web diventa una bilancia in cui il peso per difetto di “chi sei” viene a coincidere quasi con lo zero. Le opinioni diventano quindi più libere e soprattutto giudicate più liberamente! Il world wide web quindi risulta il mezzo di demassificazione per eccellenza! Un mezzo in cui ognuno ha potenzialmente lo stesso valore. Titoli e pezzi di carta vengono messi in disparte.


Ovviamente una rivoluzione copernicana come questa, nel modo di essere fruitori, non può non comportare disagi e situazioni di passaggio incerti. La nostra educazione ci ha insegnati che la verità è una, che le fonti affidabili sono professori, televisioni e radio; ci ha abituato a subire le notizie passivamente quali vere, in quanto c'è sempre qualche “delegato” che assicura la qualità dell'informazione. Non capire che internet è una piazza di prodotti “d.o.c.” e falsi insieme, può creare confusione (quanto viene usata la frase di legittimazione “l'ho letto su internet”?) e questo è negativo. Ma è un problema ovviamente momentaneo, di passaggio. Con la pratica diretta della navigazione si forma necessariamente una capacità critica, che permette di capire cosa può essere veritiero e giusto e cosa invece è maggiormente grossolano e possibile covo di errori! Ma il positivo non è contenuto solo nel fine (la valutazione qualitativa) ma anche nell'applicazione di questo metodo. Per capire se qualcosa valga veramente siamo costretti al confronto, a verificare e leggere opinioni diverse: quindi il web aiuta ad avere una visione multiangolare della realtà, permettendo, di conseguenza, di arrivare a conclusioni nettamente più profonde!


Quindi possiamo concludere che grazie all'assenza di “autorialità” il web, in prospettiva, contribuirà non solo ad un mondo più paritario, ma anche alla formazione di individui più consapevoli, più critici e più autonomi!